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Online e offline sono la stessa cosa

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Nonostante io sia un tipo da spiaggia libera, in estate frequento spesso uno stabilimento balneare in passeggiata a Viareggio.
Ci lavora il mio compagno da tanti anni e per stare un po’ insieme lo raggiungo il weekend o non appena mi ritaglio un pomeriggio libero dal lavoro.

Che io sia una vera golosa è ormai cosa nota, e non potevo non individuare lì nelle vicinanze un posticino di riferimento dove mangiare qualcosa di buono ogni tanto a pranzo.
Si tratta di un ristorantino di un piccolo stabilimento balneare a conduzione famigliare. Pochi e semplici piatti, eseguiti molto bene e spesso legati alla buona tradizione di pesce locale. Ogni giorno il menu cambia perché Simonetta, la cuoca e una dei proprietari, fa una cucina di mercato: offre piatti semplici e freschi che variano in base a quello che giudica migliore quel giorno.

“Hai visto che bello il menu di Mauro, oggi?” Mi arriva un Whatsapp dal mio compagno. Mauro è l’altro proprietario di quello stabilimento e condivide ogni tanto su Facebook (o su Instagram, dipende) il menu o la foto di un piatto disponibile solo quel giorno.
“Ci sono i coltellacci, vengo a pranzo sul mare?” Propongo io, stanca dopo una mattinata trascorsa piegata sul computer e ingolosita dalla voce sul menu del giorno “Bavette ai Coltellacci”.

Arrivo sul mare e ho già l’acquolina in bocca perché so già cosa mi aspetta.
Ordino e dopo una giusta attesa mi arriva un bel piattone di bavette ai coltellacci. Essendo io anche una foodblogger, non mi sottraggo alla classica foto dall’alto da pubblicare su Instagram. Degusto piano piano il piatto e poi dopo, con calma, mi dedico a condividere la foto, ovviamente mettendo la geolocalizzazione.

Il giorno dopo Mauro nota la mia foto pubblicata su Instagram, clicca sul cuoricino (il corrispondente del “mi piace” su Facebook) e mi viene a ringraziare di persona di aver condiviso un piatto del suo ristorante.

Se ci pensiamo questo tipo di storia accade tutti giorni (o quasi) un po’ a tutti noi. Magari vediamo su Facebook che un amico è stato a provare quel nuovo localino dove si preparano cocktail spaziali, e il weekend successivo ci andiamo noi insieme a un’amica che a sua volta, probabilmente, posterà una foto del suo Moscow Mule nel boccale di rame.

Online e offline non sono due mondi separati, ma insieme costruiscono un racconto continuo della realtà. Ed essere presenti online, nel modo giusto, ci permette davvero di essere padroni del proprio racconto e magari, di introdurci con più facilità nel racconto dei nostri clienti.

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