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Nella comunicazione mai dare niente per scontato

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Chi pratica yoga lo sa: tutta la settimana gira intorno a quelle due ore di assoluto centramento, il tempo è tutto rivolto verso quei momenti preziosi ritagliati per se stessi nella giungla della quotidianità. Anche la scorsa settimana ho spuntato la mia to-do-list lavorativa, ho spento il computer, inforcato i pantaloni sportivi, messo il telo per la pratica in borsa e mi sono diretta nel migliore stato d’animo possibile verso il centro in cui pratico yoga.

L’appuntamento è alle 18.15 e come ogni settimana ho afferrato il tappetino e sono entrata nella sala dal pavimento di legno: con mia somma sorpresa mi sono accorta che era vuota. “Strano” – ho pensato – “eppure è l’orario giusto e di solito ci trovo sempre almeno quattro o cinque persone arrivate prima di me”. Mi sono affacciata al bancone nell’ingresso ma la segretaria era impegnata in una telefonata; ho quindi consultato la tabella con gli orari e ho confermato a me stessa che non ho perso totalmente i colpi, ma effettivamente a quest’ora, in questo giorno, c’è hatha yoga in questo centro ma dell’insegnante neanche l’ombra.

Finita la telefonata ho chiesto alla segretaria: “Ma non c’è la lezione di yoga oggi?” e lei: “No, oggi c’è meditazione alle 19, questa è la settimana del maestro venuto dal Messico” e la cosa che mi è venuta più spontanea è stata: “E io come avrei dovuto saperlo?”. Deformazione professionale senza dubbio, ma la prima cosa che ho fatto è stata ricercare dentro la mia mente le fonti da cui dovrei aver tratto questa notizia, non trovandole.

La prima cosa che mi ha risposto la segretaria, leggendo sul mio volto la delusione della lezione saltata, è stata: “È sulla pagina Facebook”. Al che devo ammettere che probabilmente la maggior parte delle persone avrebbe fatto finire lì la conversazione ma ahimè ha beccato proprio la social media manager e mi è toccato sintetizzare una risposta diplomatica ed esaustiva, che si è sostanziata in “Facebook non può essere l’unico canale per dare comunicazioni ufficiali” ma in realtà nella mia mente è scorso tutto questo: “A parte che avete la pagina duplicata e le aggiornate entrambe quindi non si sa a quale fare riferimento, a parte che su una pagina coi vostri numeri col nuovo algoritmo i post sono visualizzati da circa il 2% dei fan, a parte che è evidente che la vostra pagina non se la fila nessuno, come è possibile che una notizia del genere non sia stata comunicata su altri canali”?

Come era prevedibile, la conversazione non è finita lì, ma ho tenuto a precisare che la comunicazione è il mio pane quotidiano e lì era evidente che c’era stato un problema di comunicazione (sì, in certe occasioni sarebbe meglio non avere a che fare con me). Mi sento rispondere che, nel caso in cui fossi iscritta alla newsletter, era stato comunicato anche lì. Il fatto è che io sono iscritta a quella newsletter, ma la comunicazione non mi è comunque arrivata.

Attenzione, ho detto arrivata e non recapitata, perché andando a controllare mi era arrivata quella newsletter così come tutte le precedenti in cui mi si invitata a partecipare a corsi di acquerello antroposofico, mandala creativo e incontri col maestro all’ashram solare di Tarzo. Qui il problema è un altro, o meglio almeno un paio.

Uno ha a che fare con la pregnanza e con la capacità di scrivere nella newsletter degli oggetti chiari, diretti e che invoglino ad aprire la mail nel mare magnum della quantità di roba che riceviamo ogni giorno, l’altro ha a che fare con quello che volgarmente chiamo “al lupo, al lupo”, ossia l’avermi intasato di messaggi senza importanza nei mesi precedenti e aver quindi abbassato la mia soglia di guardia sulla ricezione delle email da quell’indirizzo di posta.

Il fatto è che bisogna arrivare alle persone col messaggio giusto per loro ed essere sicuri che l’abbiano recepito, non dando niente per scontato. Nella comunicazione non valgono i “pensavo che la tua insegnante te l’avesse detto” oppure “era scritto lì, quindi dovevi saperlo”. Se a me non importa niente delle meditazioni col maestro messicano, è molto improbabile che legga le comunicazioni che hanno lui come oggetto, mentre avrei sicuramente aperto una mail con oggetto “Cambiamento orario settimana del 16 ottobre”.

Purtroppo, come avrete capito, quella lezione di yoga è saltata, ma in pieno spirito zen ho accolto quell’episodio per imparare qualcosa in più sulla comunicazione e ho strappato alla segretaria del centro la promessa che d’ora in avanti non daranno più niente di scontato nei loro processi comunicativi. È già un passo avanti, no? 😉

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