Social Media Marketing

La vita non è un film (e nemmeno una foto di Instagram)

Sono sicura che sia capitato anche a te: hai un momento libero, prendi lo smartphone, in automatico cominci a scorrere le foto su Instagram e improvvisamente ti rendi conto che la tua vita è anni luce lontana dalle immagini patinate che ti passano sotto gli occhi.

Mentre sul tuo feed appaiono paesaggi da cartolina, brindisi su tramonti idilliaci e colazioni simmetriche su letti di un bianco immacolato tu, nel migliore dei casi, hai la maglietta sporca di sugo e sei stravaccata alla Homer Simpson sul divano; nel peggiore dei casi vivi a Topolinia Scalo e dalla tua finestra scorgi un capannone industriale dismesso nel ’72 o comunque niente di “instagrammabile”.

Nonostante la depressione incipiente, continui a scorrere le foto e non ce n’è una che non ti sembri perfetta: è tutto un pullulare di fisici scolpiti, bambini sorridenti con vestiti candidi, case tirate a lucido arredate come nelle riviste per spose inappuntabili, senza un filo di polvere.

Prima che l’antipatico grillo parlante che alberga nella tua testa cominci a punzecchiarti con frasi del tipo “non sono all’altezza delle vite perfette degli altri” ricordati questo assunto fondamentale, se necessario scolpiscilo a caratteri cubitali sulle pareti di fronte al divano sul quale stai scavando la fossa: la perfezione non è di questo mondo.

Instagram, specialmente quando è usato per lavoro e per fare personal branding, è usato in maniera strategica, costruita. I social network della spontaneità sono altri – Facebook, Snapchat, o lo stesso Instagram nelle Stories – quindi prima di consumarti di tristezza sotto il peso di vite scese dall’Olimpo, ricordati che quella che si racconta su Instagram è solo una parte della vita reale, corrispondente a momenti positivi e da ricordare oppure addirittura costruiti ad hoc per lo scatto.

Prima di essere postata su Instagram in genere una foto è studiata, il set è preparato con tutti i crismi, la luce studiata ad hoc, lo scatto è ritoccato con vari programmi di editing, spesso la foto stessa è scattata con una macchina fotografica professionale e solo in un secondo momento inviata sullo smartphone, la descrizione è pensata parola per parola, niente è lasciato al caso.

Per costruire un racconto coerente si selezionano addirittura filtri che sono sempre i soliti per dare unità al profilo. Se non sei tra quelli che fanno tutti questi passaggi prima di postare una semplice foto su Instagram non preoccuparti: è una prerogativa di chi ha scelto di farne un business (blogger e influencer in primis) e non devi sentirti inadeguato per questo, sono scelte, ma è vero anche che sarà più difficile emergere in questo mare magnum di set sbiancati e studiati al millimetro.

L’idea alla base è di isolare momenti che trasmettano bellezza, pulizia, serenità, gioia, voglia di vivere una vita piena. Non è che queste persone con profili senza macchia non abbiano i loro momenti bui, sicuramente anche loro litigano col partner, inveiscono contro i figli che hanno messo a soqquadro la casa o consumano pasti direttamente tolti dal sacchetto della gastronomia, ma semplicemente non immortalano questi momenti su Instagram, li tengono per sé.

L’importante è ricordarsi sempre che – così come la vita non è un film – anche il profilo Instagram non è la bocca della verità, ma solo un mezzo in più per raccontare la parte più bella: sotto il tappeto tutti hanno delle briciole da nascondere.

2 pensieri su “La vita non è un film (e nemmeno una foto di Instagram)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.