Social Media Marketing

Esserci o non esserci? Perché non devi usare per forza tutti i social

esserci o non esserci

Che si tratti di una piccola o media azienda o di un libero professionista, una delle domande che ci pongono subito i nostri clienti durante il colloquio preliminare è “devo essere per forza presente su tutti i social?”. Sarebbe nel nostro interesse di breve periodo rispondere sorridendo “Certamente!” per poter presentare un preventivo più alto, ma siccome lavoriamo a ragion veduta e con obiettivi di lungo periodo, la risposta è sempre quella, ossia “Dipende”.

Per stabilire quali social utilizzare, bisogna avere prima di tutto chiare le esigenze del singolo business, non si può dire a priori che bisogna aprire tutti i canali perché così fan tutti. Spesso, anzi, essere onnipresenti è non solo una perdita di tempo, a volte è un vero e proprio problema perché creare account e poi lasciarli a stagnare nell’oblio è un danno d’immagine, una macchia sulla tua comunicazione.

Quindi cosa scegliere per comunicare la tua attività? Facebook? Twitter? Instagram? Pinterest? YouTube? Magari un blog? Vediamo insieme un po’ di informazioni utili per decidere.

Stabilire gli obiettivi di comunicazione

La prima cosa da fare è stabilire degli obiettivi di comunicazione. I risultati che decidiamo di perseguire insieme ai nostri clienti restringono il nostro ambito di scelta ad alcuni strumenti rispetto ad altri. Non bisogna essere su Youtube perché il nostro principale concorrente fa dei video azzeccati, non bisogna essere per forza su Pinterest se vendiamo bulloni. Si può anche partire con uno o due social e integrare strada facendo se ci accorgiamo di avere risorse (di tempo e/o denaro) a sufficienza.

Dov’è il tuo pubblico?

Un altro fattore imprescindibile nella scelta dei social da utilizzare è sapere dove dialoga il tuo pubblico. È probabilmente inutile aprire un account su Snapchat se i nostri clienti sono ultra settantenni, lo stesso per aprire un account Twitter se non abbiamo eventi da raccontare o notizie sempre attuali per aggiornare il feed. Ovviamente ci sono le eccezioni, ma vanno analizzate di volta in volta da una situazione all’altra. Ricordiamoci sempre che i social network sono piattaforme digitali strettamente connesse con le nostre vite offline, quindi più si conosce nella realtà quotidiana il nostro pubblico, più saremo precisi nello stabilire quali strumenti usare.

Facebook è, in questo momento, abbastanza imprescindibile

Inutile girarci intorno, allo stato attuale delle cose, pur tra scandali e quotazioni in borsa non sempre rassicuranti, Facebook è IL social network per eccellenza. Non essere presenti su Facebook, dove si trovano più di due miliardi di utenti, sarebbe nella maggior parte dei casi una follia. Ormai è appurato che per una fetta sempre più grande di persone le decisioni di acquisto passano anche dai social, ma prima di buttarsi a capofitto in questa impresa bisogna che l’azienda abbia idea del perché vuole esserci e promuoversi online. E no, “per vendere” e “perché non costa nulla” non sono buone motivazioni. Altre domande fondamentali da farsi preliminarmente sono cosa vorrei comunicare sui social e chi se ne dovrebbe occupare (risorse interne o professionista esterno).

Facebook, per esempio, è un ottimo canale per fare il cosiddetto “storytelling” della nostra attività, per raccontare chi siamo, per presentare il team di lavoro, fare video e dirette, per raccontare il nostro mondo alla nostra maniera e costruire online un’identità solida.

Sei in crisi su cosa pubblicare su Facebook? Rispolveriamo questi post per darti una mano:

E Instagram dove lo mettiamo?

Instagram è in forte crescita e le sue Stories stanno a poco a poco soppiantando Snapchat, è un dato di fatto. Quindi Instagram va inserito per forza in una strategia social? Non esattamente, anche se è importante conoscere il proprio pubblico per sapere se si trova su questo canale. Instagram è molto visuale, ma non dimentichiamoci che metà del suo nome – il suffisso “gram” – indica che la parte delle parole è altrettanto importante. Se da una parte l’immagine cattura immediatamente l’attenzione, il testo la consolida e spiega qualcosa in più su di noi, non sprechiamo questa opportunità. Instagram è perfetto per comunicare il nostro stile, la nostra immagine coordinata, la nostra realtà in foto solo se siamo bravi a unire la qualità con la costanza e l’impegno. E, ancora una volta, domandiamoci se abbiamo le risorse per farlo.

Se il tema di Instagram ti appassiona, ti suggerisco la lettura di questi post:

Twitter ha sempre senso?

Sarà che ci sono affezionata, sarà che continua a darmi delle informazioni preziose, ma personalmente non rinuncerei tanto facilmente a Twitter anche se per molte persone è incomprensibile o ritenuto inutile. Twitter è il regno delle news, è perfetto per tenere informati i nostri clienti sulle nostre iniziative, ma abbiamo davvero così tante novità da raccontare? Se uno dei nostri obiettivi è di tenere alta l’attenzione sulla nostra attività, sui nostri eventi, sui nostri servizi sul territorio, potrebbe essere un’ottima scelta. In caso contrario, visto che richiede costanza, pubblicazioni continue, dimestichezza con i suoi meccanismi, capacità di sintesi e di copywriting, meglio lasciar perdere e concentrarsi su altro.

La lista non finisce qui, è chiaro: esistono anche Youtube, il blog (ottima idea!), Medium, le newsletter, le chat e potrei continuare a lungo. L’importante è aver capito i passaggi da fare, capire quali sono i nostri obiettivi, cosa vogliamo raccontare, se tutto questo è sostenibile in termini di tempo e denaro. In caso di dubbio poi esistono i social media manager 😉

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