Tecnologia

Com’è cambiata la nostra vita in dieci anni con la tecnologia?

com'è cambiata la vita in dieci anni con la tecnologia

Si sa, la fine dell’estate ci rende tutti un po’ nostalgici.
In questo mese ho pensato molto a come sono cambiate le cose in soli dieci anni grazie alla tecnologia e in questo ultimo lunedì di agosto ho pensato di condividere in modo leggero qui sul blog di Social Destination Versilia alcuni aspetti che sono stati rivoluzionati nella mia vita e in quella della maggior parte di noi.

LE FOTO

Prima: Scattavo foto principalmente in vacanza o per eventi particolari. Una delle prime cose che facevo al rientro dalle vacanze era andare dal fotografo a far sviluppare il rullino. Una settimana di vacanza era condensata in una quarantina di scatti e le foto stampate le inserivo in piccoli album acquistati sempre dal fotografo.

Oggi: Ogni giorno scatto qualche foto, ma è in vacanza che do il meglio di me. Riempio sistematicamente la memoria del cellulare e giro sempre con più di una schedina per la macchina fotografica, sia mai che rimanga senza spazio. Al rientro faccio il backup delle SD che ho riempito di foto (che sono spesso un numero superiore a 1000).
Le archivio opportunamente nell’hard disk dove rimarranno per sempre, a parte le poche che decido di postprodurre subito e condividere (menomale che ho un blog e i relativi social, almeno qualche manciata di foto le rivedo).

GLI AMICI

Prima: Le uniche persone di cui ero aggiornata sui vari avvenimenti della loro vita (come fidanzati e vacanze) erano gli amici con cui uscivo e che frequentavo tutte le settimane. Quando ci incontravamo raramente avevamo in mano il cellulare e se mentre si beveva una birra ci veniva il dubbio di quanti anni avesse Brad Pitt, ce lo tenevamo fino a casa. Se volevamo scattare qualche foto ricordo ci dovevamo portare la macchina fotografica. Si perdeva completamente traccia degli ex compagni di classe più o meno dopo la prima pizzata-reunion.

Dopo: Può capitare che sappia più cose di un conoscente che ho come amico su Facebook (e che condivide ogni suo movimento con dovizia di particolari), che della mia migliore amica. Anche senza essere una ficcanaso, è semplice sapere dove è stato in vacanza Tizio o capire se è probabile che Caio parteciperà a un dato evento.
Quando ci incontriamo tra amici, i nostri cellulari sono messi in bella mostra sul tavolino, per essere sempre pronti a rispondere ai messaggi su Whatsapp o a immortalare un momento memorabile.
I tuoi ex compagni di classe non fanno più solo parte del mondo dei ricordi, ma grazie a Facebook sai che lavoro fanno, se hanno figli e scopri magari che il figo della scuola ora assomiglia più a Danny DeVito che a Ryan Gosling.

I MESSAGGI

Prima: Al cellulare scrivevo SMS dritti al punto. L’assenza di Whatsapp e di offerte con messaggi illimitati aveva affinato le nostre capacità di sintesi necessarie per rientrare nei 160 caratteri di un SMS, e talvolta sfociava in oscenità ortografiche del tipo “Km stai?”.

Oggi: Le doti di sintesi acquisite negli anni precedenti sono andate completamente perse (almeno da molti di noi) e lo schermo del mio iPhone si illumina almeno 3 volte all’ora per notificarmi l’arrivo di un messaggio su Whatsapp. Ancora non mi sono rassegnata ai messaggi vocali, a meno che siano brevi e informazionali (tipo “ritardo 10 minuti”) e che la persona in questione stia guidando.

LE TELEFONATE

Prima: Chiamavo e ricevevo chiamate dal fisso. Nonostante la tariffazione fosse al minuto, ricordo varie amiche con cui stavo al telefono per ore (con conseguente lavata di capo dai genitori). Il cellulare, al contrario, veniva sfruttato principalmente per fare uno squillo, azione quasi intraducibile oggi, per la pluralità di significati. Passava da un “sono arrivata, scendi in strada” quando andavo a prendere un’amica, a un più significativo “ti penso” se fatto di notte al tipo che mi piaceva.

Oggi: Le telefonate si sono ridotte nel numero e come molti miei coetanei preferisco mandare un messaggio piuttosto che fare una chiamata. Quindi, quelle che un tempo sarebbero state telefonate oggi si sono tradotte in chat, messaggi vocali su gruppi Whatsapp (già citati sotto la voce “amici”) o videochiamate, sempre su Whatsapp. Il telefono di casa non mi ricordo neanche se funziona.

La mia lista di prima e dopo potrebbe continuare per ore, ma oggi mi fermo qui. Se ti sei ritrovato nelle mie parole e hai voglia di condividere con noi un tuo ricordo, lasciaci un commento qui o sulla nostra pagina Facebook.

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